THE ICEBERG (2017)

The Iceberg affronta un tema estremamente attuale, il deep web. Giorgio di Noto presenta internet come un Iceberg la cui punta raffigura il “Surface Web”, ovvero, quel territorio digitale dove si naviga tra motori di ricerca, social networks, blog, siti d’informazione ecc. La parte sommersa dell’iceberg, pari a più del suo 90%, è rappresenta da quello che viene chiamato “Deep Web”. Sotto la superficie conosciuta di Internet si evolve un network criptato che sfugge ai motori di ricerca e in cui vige la totale anonimità. Uno spazio apparentemente senza regole, accessibile solo attraverso specifici software, dove tutto è teoricamente permesso, dove nulla è praticamente tracciabile.
The Iceberg è caratterizzato da una struttura a “cerchi concentrici”, la cui complessità – spiega Paola Paleari – riflette le implicazioni economiche, sociali, tecnologiche e linguistiche connesse al materiale fotografico di partenza. Il primo livello d’interesse del progetto è il contesto stesso all’interno del quale Di Noto ha deciso di operare, ossia il cosiddetto Dark Web: la parte del web “nascosta”, che necessita di speciali software per essere navigata. (…) Il secondo livello d’interesse riguarda le fotografie su cui Di Noto ha concentrato la sua attenzione, ossia quelle utilizzate dai venditori di droga e sostanze illegali per pubblicizzare i propri prodotti. Pur essendo immagini spesso scattate amatorialmente dagli stessi venditori e destinate a scomparire una volta esaurita la loro funzione, posseggono un’estetica accattivante, quasi esotica, pensata per attrarre potenziali acquirenti e che curiosamente si avvicina a un certo tipo di immagine contemporanea». Nell’installazione The Iceberg queste fotografie – probabilmente scattate con piccole macchine o smartphone, inedite e anonime – sono presentate come oggetti invisibili stampate con degli inchiostri speciali, appaiono e si rivelano sulla superficie solo attraverso una luce ultravioletta. La stessa luce che nella realtà è impiegata per rivelare tracce di droga, in questo caso è necessaria per rivelare una rappresentazione della droga stessa, altrimenti non accessibile. Queste immagini, caricate anonimamente e probabilmente destinate ad autocancellarsi esaurita la loro funzione, non sono rintracciabili nè visibili nel web tradizionale, ma vivono temporaneamente solo in questo spazio. La luce gioca qui un ruolo fondamentale, infatti, la sua assenza o presenza crea una diversa percezione dell’opera. Insieme all’esposizione dell’installazione The Iceberg, un display di libri che continua a Catania la serie di Leporello Through the book(s), esposizioni di pubblicazioni il cui intento è di approfondire un progetto ricostruendone radici, ispirazioni, potenziali contaminazioni e punti di dialogo, in questo caso dedicato all’approfondimento del lavoro di Di Noto. Durante l’inaugurazione verrà presentato anche il libro omonimo, pubblicato dalla casa editrice Patrick Frey e l’edizione limitata di poster che raccolgono tutte le immagini del progetto.

TITOLO
The Iceberg

AUTORE
Giorgio Di Noto

A CURA DI
Chiara Capodici, Leporello

DATA
23 febbraio | 12 aprile 2020

VERNISSAGE
23 febbraio 2020 ore 18.00

GIORGIO DI NOTO
Giorgio Di Noto ha studiato fotografia al Centro Sperimentale di Fotografia A. Adams e ha imparato le tecniche di camera oscura lavorando con alcuni stampatori in Italia. Nel 2011 ha iniziato una ricerca sui materiali e i linguaggi della fotografia studiando il rapporto tra processi tecnici e contenuti delle immagini. Nel 2012 il libro auto-pubblicato in edizione limitata “The Arab Revolt” è stato selezionato in “The Photobook. A History Vol. III” di Martin Parr e Gerry Badger ed è stato esposto durante Paris Photo. È menzionato tra i “Ones to watch 2013” del British Journal of Photograhy e partecipa alla Reflexion Masterclass e la Joop Swart Masterclass del World press Photo, dove ha concentrato la ricerca sviluppando progetti interattivi attraverso la sperimentazione di diversi processi di stampa. Nel 2017 ha pubblicato “The Iceberg” (Edition Patrick Frey) che ha ricevuto una menzione speciale per l’Author Book Award ai Rencontres d’Arles 2018. Nel 2019 partecipa alla collettiva “Metafotografia” alla Fondazione Baco di Bergamo. I suoi progetti sono stati esposti in diversi festival ed eventi in Europa.

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