SWIMMING POOL

La fotografa slovacca, vincitrice di numerosi premi, nel suo progetto, inserisce i suoi manequins (parola francese che in questo caso ben si confà al contesto poichè oltre ad essere modelli hanno tutti l’aria di esser dei veri “manichini”) all’interno di una piscina vuota, dove la loro presenza non conferisce maggiore umanità agli spazi bensì ne rafforza la sensazione di straniamento e inespressività. I colori pastello e l’assenza di profondità congelano anche gli unici accenni di movimento e dinamicità delle figure che sembrano intrappolate in una piatta e sterile cornice senza tempo.

TITOLO
Swimming Pool

AUTORE
Maria Svarbova

A CURA DI
Plenum

DATA
06-11-2016 | 16-12-2016

VERNISSAGE
6 novembre 2016 ore 18.00

MARIA SVARBOVA
Maria Svarbova è nata nel 1988 in Slovacchia. Nonostante abbia studiato restauro e archeologia, ha trovato nella fotografia un mezzo per la sua espressione artistica. Dal 2010 si è concentrata sullo sviluppo del proprio linguaggio fotografico, ottenendo rapidamente riconoscimenti internazionali. Tra premi, mostre personali e collettive, il suo lavoro è stato presentato su Vogue, Guardian, Instagram e molte altre pubblicazioni.
Maria ha sviluppato uno stile distintivo fin dall’inizio, allontanandosi dai ritratti tradizionali per concentrarsi sulla sperimentazione con lo spazio, il colore e l’atmosfera. Il suo interesse per l’architettura e gli spazi pubblici, di solito costruiti nell’era socialista, l’ha portata a creare scenari unici. Il corpo umano nelle fotografie di Maria è più o meno un sostegno, senza individualità o emozioni. Come parte di un’attenta composizione, splendide figure aliene creano scene immobili e oniriche con oggetti ordinari. C’è una tensione silenziosa, il dramma è nascosto sotto una superficie pulita e liscia. Anche nelle sue opere più ornamentali e nostalgiche c’è un senso di freddo distacco. Le azioni quotidiane come lo sport o la visita del medico vengono congelate in un attimo e, attraverso gli occhi di Maria, hanno un nuovo significato. Pastelli rilassanti, geometria e purezza visiva danno un senso di ordine ultraterreno, un piacere visivo indisturbato che è irraggiungibile nella vita reale. Attraverso le sue fotografie, Maria ferma il tempo e condivide la sua visione: non ha paura di affrontare la solitudine e l’isolamento, tuttavia sceglie di celebrarne la bellezza calma e tranquilla.

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Archivio Mostre, Mostre